alla voce felicità

Alla voce: “Felicità” :-)

Un glossario per la Promozione della Salute Mentale?

Sul Bollettino uffi ciale della Regione (BUR), sul relativo sito e quindi in una prima stampa di millecinquecento copie uscirà questo dizionario particolare.
Ci siamo chiesti cosa fosse il senso e il perché di questo glossario. Poi fra le tante voci come: Benessere, Capitale sociale, Clinical governance, Coping Skills, Empowerment, Felicità, Life skills, Meditazione, Qualità della vita, Recovery, Resilienza, Speranza, Spiritualità, Stakeholder ecc… Abbiamo scelto la parola “Felicità”.
È stato emblematico leggere le definizioni dei nostri collaboratori in contrapposizione alla spiegazione dotta degli esperti del settore.

Felicità dal glossario della Regione Lombardia.

La felicità, che è stata spesso inglobata nel più ampio concetto di “qualità della vita”, potrebbe fare riferimento a uno stato psichico a lungo termine, nettamente distinto da emozioni e umori positivi momentanei.
Si potrebbe quindi definirla come un sentimento, separato da un giudizio di valore sul proprio stato, sulle proprie condizioni, quest’ultimo riferibile piuttosto alla sfera cognitiva. Secondo Argyle, uno dei maggiori studiosi di questa emozione, la felicità è rappresentata da un senso generale di benessere complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche, quali ad esempio il matrimonio, il lavoro, il tempo libero, i rapporti sociali, l’auto-realizzazione e la salute.
Gli studi sulla felicità si sono concentrati in massima parte sui fattori soggettivi.

Felicità dalle definizioni dei nostri redattori.

Monica: Felicità è conoscere profondamente se stessi.
Cristina: Per me la felicità è stare bene in salute.
Barbara: La felicità è un agglomerato di risvolti positivi.
Melissa: Non è un sentimento, è una sensazione impalpabile; non può essere definita, perché soggettiva. La mia non la so; forse non me ne accorgo; non so come è fatta; non può essere “fatta”! Ma forse è come quella “cosa” che mi emoziona, mi dà la sensazione dell’immenso, guardando il cielo stellato sdraiata sul prato!?
Mario: La felicità è crescere senza pensieri.
Valeria: Felicità è essere contempl-attivi.
Marco W.: Felicità è un gruppo di bambini che giocano in libertà.
Marina: La felicità è non amare nessun uomo!
Rosanna: Per Rosanna la felicità è la soddisfazione di aver trovato in un uomo empatia di emozioni, cultura e fede. Finalmente, dopo anni di solitudine, ciò che mi fa star bene è un aiuto ad avere speranza per l’oggi ed il futuro; una felicità che si trasforma in serenità.
Prasiddha: Felicità è quando mente e corpo sono liberi da sofferenza.
Umberto: Una volta hanno chiesto ad una pedagoga tedesca come avrebbe spiegato la felicità ad un bambino. Lei rispose: “Non glielo spiegherei; gli darei un pallone e lo farei giocare!”
Marco F.: Felicità è amore, persone, luoghi, cose, la vita stessa in ogni sua forma.
Demir: La felicità può durare il tempo di una sigaretta o tutta la vita; non sempre dipende da noi.
Tomaso: La felicità è che la smettano di tamponare la mia automobile, anche perché, pur avendo sempre ragione, l’assicurazione non mi rimborsa il danno per intero, essendo il valore dell’auto inferiore al valore necessario per la riparazione.

Felicità è una redazione di persone “speciali” che condividono una forte passione.
“Oltre il giardino” è il giornale che non conosce frontiere.

Un glossario, ovvero: “le parole per dirlo”

di Antonio Mastroeni

Un elenco di parole, con il rispettivo significato, specifiche di un ambito tecnico o specialistico. Ma quale ambito comprende termini familiari ai filosofi , come “felicità”, “spiritualità”, “speranza”?
O agli psicologi, come “crescita personale” o “resilienza”?
O agli psichiatri come “psicosi” o “depressione”?
O ai sociologi come “capitale sociale” o “sviluppo di comunità”?
O altre locuzioni che ci capita di sentire nel dibattito politico,
quali: “politiche sociali”, “sviluppo sostenibile” o “responsabilità sociale di impresa”? Almeno a partire da un documento dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), approvato ad Ottawa nel 1986 e, quindi, noto come “la Carta di Ottawa”, i suddetti termini fanno parte del lessico della Promozione della Salute, e – in particolare – della Promozione della Salute Mentale. Quest’ultima viene defi nita in un successivo documento dell’OMS come “uno stato di benessere in cui l’individuo realizza le proprie capacità, riesce a far fronte alle normali tensioni della vita, sa lavorare in modo produttivo e fruttuoso ed è in grado di dare un contributo alla comunità in cui vive”. La Carta di Ottawa, tra l’altro, aveva indicato valori come la pace, una casa in cui vivere, un lavoro o un’attività sociale soddisfacente, come essenziali per la salute. Ed aveva indicato, di conseguenza, nella Promozione della Salute, un compito che va bene al di là delle responsabilità dei soli Servizi Sanitari, implicando l’impegno di tutti i settori della società a partire dal settore pubblico. La Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia che ha adottato da anni la visione, i valori e le strategie dell’OMS, aderendo – tra l’altro – dal 1998 al Network Internazionale degli Ospedali e dei Servizi Sanitari per la Promo-zione della Salute (Health Promoting Hospitals), ha chiesto ad un gruppo di esperti di mettere a punto un glossario per la Promozione della Salute Mentale.
Il documento prodotto dal gruppo è stato pubblicato con Decreto della Direzione Generale Sanità il 5 agosto 2010; è diretto, in primo luogo, agli operatori del settore, ma anche a quanti, nel mondo del volontariato e nella società intendano contribuire alla diffusione della cultura della promozione della salute mentale.

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