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L’elenco di tutti gli articoli comparsi fino a oggi sulla rivista “Oltre il Giardino”

La mia esperienza negli Alchechengi

La mia collaborazione con il laboratorio musicale ha inizio tre anni fa:cosi per caso , un giorno ,mi proposero tramite la drs.a Floris di parteciparvi e io accettai di buon grado.
Mi ritrovai dunque catapultato in mezzo a 30-40 persone senza sapere cosa dire o cosa fare. Ero in uno stato di vuoto, inadeguatezza e completo sbaraglio; a dirla tutta, ero nel bel mezzo di una lieve depressione, a cui cerco di reagire ancora oggi.
Comunque, non so come, da un inizio che mi si preannunciava fallimentare, è nato un gruppo musicale comasco che nel complesso sta andando bene e che, secondo me, ha già fatto passi da gigante, e parlo di tutti i componenti del gruppo.
Sono necessari ulteriori miglioramenti perché nella vita c’è sempre da imparare e cosi, col tempo, si impara ad accettarsi e di conseguenza ad accettare anche gli altri.
Oltre a questo, grazie al mio frequentare in modo assiduo il laboratorio, sono riuscito quasi del tutto a vincere la paura di cantare al microfono davanti a tutti. Vorrei parlarvi del periodo in cui mi sentivo estraniato dal gruppo e, sottolineo, non per cause dovute ad altre persone, ma principalmente alla mia insicurezza. Di conseguenza del mio non riuscire ad esprimermi liberamente, per paura di un giudizio esterno, che possa affievolire la mia già scarsa autostima. Ci tengo a dire che provavo rabbia e vergogna per questo, per questo mi è servito tanto tempo e pazienza per sentirmi parte di questo gruppo, appunto gli Alchechengi: nello specifico parlo di divertirmi nel comporre canzoni, per poi successivamente cantarle di fronte ad un pubblico, per superare cosi la mia paura, e di instaurare rapporti di amicizia coi suoi membri di cui ho conquistato la fiducia in maniera graduale, pur sapendo di poter sempre cambiare in meglio.

Laura
«Io,come forse altri del gruppo,sto male nel mondo perche il mondo non accetta e non lascia fluire la vitalità e l energia di chi ha una forza vitale maggiore o diversa, perche rischia di portare troppa positività al mondo e stravolgerlo spezzandone le regole percorrendo “terze vie” (spesso vie dell’anima)… cosi veniamo compressi, fino a che la nostra energia enorme non ci fluisce addosso e scorrendo all’ inverso ci ammala..e noi ci pieghiamo su noi stessi… ecco da quando sono negli Alchechengi queste energie fluiscono nel verso giusto e ho iniziato a rendermi conto che ognuno non è sbagliato, che ho diritto d essere..credo sia questo… in barba a chi ci dice che solo le medicine e le sedute possano “curare”… il punto è penso invece trovare uno spazio di vita sano davvero in cui essere te stesso e iniziare a far fluire le energie e non sentirti sbagliato..e penso che questo gruppo riesca a fare questo… risolve il problema alla base, non cura solo i sintomi…».

Fabio
«Sono venuto a conoscenza del gruppo tramite Gianda ed è così che ti trovi in un contesto fuori dai comuni rapporti mi aspetto che non diventi la “classica band” ma qualcosa di molto più ampio ed è per questo che sto cercando di instaurare un buon rapporto con tutti i suoi membri».

Aldo
«Sono arrivato agli Alchechengi tramite una conoscenza che già suonava nel gruppo. Mi aspetto di trovare tanta energia positiva musicale e carica vitale, con il gruppo c’è un affiatamento pressocché perfetto».

Nicolas
«Sono arrivato agli Alchechengi tramite Gianda, mi aspetto di emozionarmi attraverso la musica; il gruppo è diventato come una famiglia in cui posso esprimermi liberamente, sia musicalmente che come persona. Inoltre devo dire che siamo tutti accomunati dalla musica, che è una sorta di collante, che amalgama tutti noi, appunto gli Alchechengi».

Stella
«Sono arrivata al gruppo Alchechengi tramite la mia psicologa; mi aspetto di instaurare nuove amicizie, nonché continuare a suonare, per provare allegria e nel corso di questi tre anni trascorsi con il gruppo si è creato una sorta di feeling ed inoltre espandere la mia conoscenza musicale».
Simone
«Ha portato la mia attenzione a questo progetto, Gianda, proponendomi di suonare Insieme a lui negli Alchechengi; mi aspetto di trovare persone coinvolgenti. E spero di stringere nuove amicizie, nonché liberare emozioni musicali. Fondamentalmente la varietà di personalità prese nel gruppo farà sì che nel suonare si amalgamino, creando nuovi generi musicali nella diversità del gruppo».

Martina
«Sono arrivata agli Alchechengi tramite Gianda, ad un concerto al cinema gloria, in cui mi ha proposto di unirmi al gruppo; descrivendolo in tutte le sue sfaccettature molto bene. Gli Alchechengi sono per me una grande famiglia dove chiunque può esprimersi liberamente suonando o cantando che sia. provando cosiìa manifestare, il suo io più profondo che magari, non si riesce per via verbale; riesci a conoscere persone e di conseguenza idee diverse fra loro e che dà la possibilità ad un’ampia fascia d’età, di vivere un esperienza e sensazioni indescrivibili a parole, e si può fare una sola cosa: viverla sulla propria pelle, per comprendere a pieno».

Anita
«Ho iniziato a partecipare, ormai più di 3 anni fa, al laboratorio musicale, su consiglio di una psicologa del cps (centro psico-sociale del Dipartimento di salute mentale). Cosa mi aspetto dal gruppo?
Le aspettative spesso sono controproducenti, anche se in fondo vorrei continuassimo a vivere nel migliore dei modi possibili, per il bene, conoscendo il male e sentendoci liberi di fluire come ci sentiamo davvero.
Esperienza degna di essere vissuta, stimolante, dolce e violenta, densa e rarefatta , inconsistente e dura, fragile e forte; che contiene in sé il seme da cui è nata e il frutto che matura marcisce e concimerà gli altri semi.
Alchenchengi è un fiore e un frutto , una pianta con radici foglie e fusto; e prende dalla terra e dall’ aria e dal sole, e restituisce condividendo e unendosi a ciò che è fuori e dentro».

Esperienze raccolte da
Mauro Ledda

 

 

 

La felicità è una sedia davanti al mare

  • S. è una “ragazza” cerebrolesa dalla nascita. Ha vissuto la gran parte dei suoi quasi
    sessant’anni in campagna, pressoché isolata dal resto del mondo, con parenti che le
    hanno evitato un ricovero. Erano rare le occasioni per muoversi e ogni volta motivo
    di grande stress.
    Da quando sua sorella è pensionata l’ha presa con sé, in un appartamento in paese
    dove vive con il marito.
    S. non parla ma sa farsi capire anche a gesti; le cose importanti le dice a suo modo:
    la pizza per esempio, di cui va ma’a, che chiama “pia”. Passa il tempo
    scarabocchiando su un numero in)nito di quaderni, perché quando decide che vuole
    utilizzarne uno nuovo traccia segni enormi che coprono un intero foglio, così arriva
    velocemente all’ultima pagina. Se colora album pre-disegnati non usa il rosso: le
    mele sono blu, le ciliegie verdi, le fragole gialle. Nel suo mondo il pennarello rosso
    deve stare nell’astuccio, se lo togli lei lo ripone subito, ridendo furbescamente per
    farti dispetto. Ha poi scoperto la pasta per modellare e realizza forme improbabili
    ma coloratissime, che ti mostra soddisfatta, azzardando anche l’uso del rosso. Lo
    scorso anno la nipote le ha regalato due microscopici Chiuahua, Alì e Lola: ora passa
    molto tempo a coccolarli.
    S. ha rischiato di essere una delle tante “Donne cancellate”, un nome su una
    cartella, professione “ricoverata”, lo sguardo perso nel vuoto. Invece è serena, ti
    sorride sempre, socializza con facilità. L’auto non le fa più paura e la portano
    ovunque, anche in vacanza al mare, davanti al quale è rimasta incantata.
    Una foto mancata, quella nella cartella clinica del Manicomio. L’immagine della
    felicità di S. è con uno dei suoi piccoli amici stre’o al pe’o, seduta su una sedia
    davanti al mare.
    ANGELA CORENGIA

Un messaggio WhatsApp da Alice

Scrivo qui anche se amo più la carta…ma spesso sono in giro con borsoni borsette e ormai…”felicità è condividere con altri la propria storia, sapere che nei problemi del quotidiano c’è sempre fuori dal nostro io qualcuno, altre persone che ti ricordano chi sei, quando tu magari ti senti perso…dentro il giardino e Oltre il Giardino, persone che emanano calore e danno pace alla tua anima che a volte si lacera…felicità è pensare che momenti brutti passeranno e tornerà il sereno…cogliere la primavera e i suoi frutti. Un buon profumo, il calore di un abbraccio che emana energia… è solo un abbozzo timido ma mi è passato ora per la mente…un saluto dalla “pazzerella” Alice😘