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L’elenco degli articoli apparsi nel numero 17 della rivista di “Oltre il Giardino”

Anda e rianda

Quando si parla di felicità si parla, inevitabilmente, di altalena.
Anzi, di un intero parco giochi con tanto di galleria della paura e scivoli d’acqua e tiro al bersaglio.
Non è giusto, forse, generalizzare: ognuno vede la felicità a modo suo, ma l’altalena la vivono tutti – belli e brutti!
Forse le persone più equilibrate vivono momenti più duraturi di felicità e momenti di disagio più brevi e meno squassanti, ma c’è per tutti l’andata e il ritorno – anda e rianda.
Qualche volta, mentre si tira il sospiro dopo un’emozione forte oppure durante una pausa di pensiero, si ha la sensazione cosciente della felicità – di cui, altrimenti, ci si accorge nel momento in cui non c’è più.
In quei momenti la coscienza stessa della felicità puo’ indurci al timore di perderla, abituati come siamo a considerarla una condizione inconscia. E qualche volta questo timore si materializza al punto da far smarrire il sorriso.
Ma torna… sì che torna! E poi se ne rivà non si sa dove né perché.
Torna quando abbandoniamo gli schemi commerciali della felicità (possesso / utilizzo / dominio / aggiornamento / smercio ecc.) e ci ricordiamo dell’equilibrio interiore e della forza delle relazioni umane. Torna anche quando la vogliamo e basta! Torna perché senza non riusciamo a vivere.
E poi se ne scappa: va a fasi un giro per vedere, non vista, se hai nostalgia di lei.

Filiberto Crisci

La felicità arriva da sola

La felicità secondo me è insita dentro di noi. Basterebbe aprire il cuore e cercare di pensare il meno possibile, che tanto col solo pensiero non si è mai costruito niente.
La felicità si può raggiungere quando si arriva ad uno stato di consapevolezza di ciò che si è e che si può fare e ad una accettazione di quest’ultima.
La felicità è stare bene con se stessi in qualsiasi luogo o situazione, la felicità è un obiettivo raggiunto con fatica più che un regalo ricevuto, la felicità è riuscire a vivere con quello che si ha senza invidiare i benestanti che magari hanno più problemi di te.
La felicità è imparare a risparmiare e anche a sapere rinunciare alle cose futili come ad esempio dei vestiti di marca, che servono solo ad apparire e non dicono quello che c’è dentro.
Il saper rinunciare porta a uno stato di appagamento personale e saper far quadrare i conti.
Se io ho tot, non posso spendere il doppio. Secondo me sono le persone più umili e che si sanno accontentare che sanno provare più facilmente la felicità.
La felicità è arrivare a sentirsi sicuri di sé senza tanto il bisogno di lamentarsi e chiedere sempre tutto agli altri. E’ inutile cercare la felicità, più utile è impegnarsi a migliorare e credere che ce la farai. La felicità arriva da sola quando meno te lo aspetti, quando ti sei impegnato, quando hai dato quello che potevi. Io faccio un esempio stupido: quando faccio un’ora e mezza di palestra dopo la doccia vado a casa e sento quasi un’ebrezza, una sorta di sollievo, una piccola felicità.
Si potrebbero scrivere mille cose sulla felicità, ma alla fine “la felicità è un bicchiere di vino con un panino”.
(Edo Di Marco)

Diritti… alla felicità

In fondo la terra è questo: un luogo per incontrarsi.
[Franco Arminio]

E noi, che pensiamo alla felicità ascendente, saremmo commossi e quasi sconvolti quando cade una cosa felice.
[Rainer Maria Rilke]

Esiste un diritto alla felicità che porta diritto, diritto, in un ex manicomio dove ha sede il nostro giornale: “Oltre il giardino”.

“Oltre il giardino” è: amare le cose semplici accarezzando le complessità.
Rifiutando il linguaggio più banale, piatto, convenzionale del:
“sano o malato? “pazzo o normale“? “di che colore?, bianco o nero“?
Se di pelle si dovesse parlare: è la nostra accentuata sensibilità la nostra “seconda pelle” ed è questa spiccata delicatezza a renderci felici e a modo nostro “rari e diversi” .
Già! Ce lo diciamo spesso nel condividere la nostra esperienza:
“Solo la conoscenza può far vincere la paura del diverso”.

Perché “Oltre il giardino” è: tante, tante storie intrise di un’umanità, fragile e profonda.
Frequentando la nostra redazione capita che: ascolti, ascolti, ascolti, per poi “vestire” tante storie al margine ma … “ma al centro della tua vita”.
E ti rendi conto poi che nel nostro giornale non c’è nulla da scrivere di più interessante che non la vita stessa. Esistenze inestimabili che narrano trascorsi preziosi (e articoli originalissimi).
Vite da abbracciare e accudire… che questo frenetico folle tempo non sa, non può, non vuole fermarsi e leggere, sfogliare, interpretare.

Nel nostro elogio alla lentezza abbiamo trovato un nostro tempo gioioso, sereno, luminoso che traspare: l’essenza semplice
di una felicità che va “oltre “.

Mauro Fogliaresi redattore/poeta di: “Oltre il giardino”