Archivi categoria: Numero 08

l’elenco degli articoli apparsi sul numero 8 della rivista

La mia esperienza negli Alchechengi

La mia collaborazione con il laboratorio musicale ha inizio tre anni fa:cosi per caso , un giorno ,mi proposero tramite la drs.a Floris di parteciparvi e io accettai di buon grado.
Mi ritrovai dunque catapultato in mezzo a 30-40 persone senza sapere cosa dire o cosa fare. Ero in uno stato di vuoto, inadeguatezza e completo sbaraglio; a dirla tutta, ero nel bel mezzo di una lieve depressione, a cui cerco di reagire ancora oggi.
Comunque, non so come, da un inizio che mi si preannunciava fallimentare, è nato un gruppo musicale comasco che nel complesso sta andando bene e che, secondo me, ha già fatto passi da gigante, e parlo di tutti i componenti del gruppo.
Sono necessari ulteriori miglioramenti perché nella vita c’è sempre da imparare e cosi, col tempo, si impara ad accettarsi e di conseguenza ad accettare anche gli altri.
Oltre a questo, grazie al mio frequentare in modo assiduo il laboratorio, sono riuscito quasi del tutto a vincere la paura di cantare al microfono davanti a tutti. Vorrei parlarvi del periodo in cui mi sentivo estraniato dal gruppo e, sottolineo, non per cause dovute ad altre persone, ma principalmente alla mia insicurezza. Di conseguenza del mio non riuscire ad esprimermi liberamente, per paura di un giudizio esterno, che possa affievolire la mia già scarsa autostima. Ci tengo a dire che provavo rabbia e vergogna per questo, per questo mi è servito tanto tempo e pazienza per sentirmi parte di questo gruppo, appunto gli Alchechengi: nello specifico parlo di divertirmi nel comporre canzoni, per poi successivamente cantarle di fronte ad un pubblico, per superare cosi la mia paura, e di instaurare rapporti di amicizia coi suoi membri di cui ho conquistato la fiducia in maniera graduale, pur sapendo di poter sempre cambiare in meglio.

Laura
«Io,come forse altri del gruppo,sto male nel mondo perche il mondo non accetta e non lascia fluire la vitalità e l energia di chi ha una forza vitale maggiore o diversa, perche rischia di portare troppa positività al mondo e stravolgerlo spezzandone le regole percorrendo “terze vie” (spesso vie dell’anima)… cosi veniamo compressi, fino a che la nostra energia enorme non ci fluisce addosso e scorrendo all’ inverso ci ammala..e noi ci pieghiamo su noi stessi… ecco da quando sono negli Alchechengi queste energie fluiscono nel verso giusto e ho iniziato a rendermi conto che ognuno non è sbagliato, che ho diritto d essere..credo sia questo… in barba a chi ci dice che solo le medicine e le sedute possano “curare”… il punto è penso invece trovare uno spazio di vita sano davvero in cui essere te stesso e iniziare a far fluire le energie e non sentirti sbagliato..e penso che questo gruppo riesca a fare questo… risolve il problema alla base, non cura solo i sintomi…».

Fabio
«Sono venuto a conoscenza del gruppo tramite Gianda ed è così che ti trovi in un contesto fuori dai comuni rapporti mi aspetto che non diventi la “classica band” ma qualcosa di molto più ampio ed è per questo che sto cercando di instaurare un buon rapporto con tutti i suoi membri».

Aldo
«Sono arrivato agli Alchechengi tramite una conoscenza che già suonava nel gruppo. Mi aspetto di trovare tanta energia positiva musicale e carica vitale, con il gruppo c’è un affiatamento pressocché perfetto».

Nicolas
«Sono arrivato agli Alchechengi tramite Gianda, mi aspetto di emozionarmi attraverso la musica; il gruppo è diventato come una famiglia in cui posso esprimermi liberamente, sia musicalmente che come persona. Inoltre devo dire che siamo tutti accomunati dalla musica, che è una sorta di collante, che amalgama tutti noi, appunto gli Alchechengi».

Stella
«Sono arrivata al gruppo Alchechengi tramite la mia psicologa; mi aspetto di instaurare nuove amicizie, nonché continuare a suonare, per provare allegria e nel corso di questi tre anni trascorsi con il gruppo si è creato una sorta di feeling ed inoltre espandere la mia conoscenza musicale».
Simone
«Ha portato la mia attenzione a questo progetto, Gianda, proponendomi di suonare Insieme a lui negli Alchechengi; mi aspetto di trovare persone coinvolgenti. E spero di stringere nuove amicizie, nonché liberare emozioni musicali. Fondamentalmente la varietà di personalità prese nel gruppo farà sì che nel suonare si amalgamino, creando nuovi generi musicali nella diversità del gruppo».

Martina
«Sono arrivata agli Alchechengi tramite Gianda, ad un concerto al cinema gloria, in cui mi ha proposto di unirmi al gruppo; descrivendolo in tutte le sue sfaccettature molto bene. Gli Alchechengi sono per me una grande famiglia dove chiunque può esprimersi liberamente suonando o cantando che sia. provando cosiìa manifestare, il suo io più profondo che magari, non si riesce per via verbale; riesci a conoscere persone e di conseguenza idee diverse fra loro e che dà la possibilità ad un’ampia fascia d’età, di vivere un esperienza e sensazioni indescrivibili a parole, e si può fare una sola cosa: viverla sulla propria pelle, per comprendere a pieno».

Anita
«Ho iniziato a partecipare, ormai più di 3 anni fa, al laboratorio musicale, su consiglio di una psicologa del cps (centro psico-sociale del Dipartimento di salute mentale). Cosa mi aspetto dal gruppo?
Le aspettative spesso sono controproducenti, anche se in fondo vorrei continuassimo a vivere nel migliore dei modi possibili, per il bene, conoscendo il male e sentendoci liberi di fluire come ci sentiamo davvero.
Esperienza degna di essere vissuta, stimolante, dolce e violenta, densa e rarefatta , inconsistente e dura, fragile e forte; che contiene in sé il seme da cui è nata e il frutto che matura marcisce e concimerà gli altri semi.
Alchenchengi è un fiore e un frutto , una pianta con radici foglie e fusto; e prende dalla terra e dall’ aria e dal sole, e restituisce condividendo e unendosi a ciò che è fuori e dentro».

Esperienze raccolte da
Mauro Ledda

 

 

 

“ACCANTO”, LA CASA DEGLI ADDII. Viaggio al termine della cura

Nel parco del San Martino, in cima alla strada che porta verso Villa Verde, subito dopo la graziosa chiesa da poco restaurata, si trova la sede dell’Hospice San Martino: struttura adeguata alla cura dei malati terminali. Ad alleggerire l’arduo compito di medici ed infermieri ci sono i volontari dell’Associazione Accanto.
Il sodalizio nasce nel 2005 un anno dopo l’ apertura dell’Hospice. Per saperne di più sul compito di un volontario che si prodiga in un esercizio così delicato intervistiamo Cesare Benzoni , che ci testimonia i lunghi anni trascorsi per l’associazione. Continua a leggere