Archivi categoria: i singoli articoli

L’elenco di tutti gli articoli comparsi fino a oggi sulla rivista “Oltre il Giardino”

L’ormone Serotonina

La felicità dei sensi la conoscono tutti. Non ha età e confini e provarla quotidianamente fa sì che, all’interno del proprio corpo, aumenti sempre più con naturalità. Di conseguenza ci si sente bene e più ne provi e più ne produci.
L’anima è leggera, lo spirito legato al piacere della vita in tutte le sue sfumature si irradia anche all’esterno del corpo, contaminando chi ci sta vicino. Quando mi capita di sentirmi così, a volte parlo anche a vanvera, non mi creo troppi problemi e mi lascio guidare dalle emozioni più profonde e rido. Rido e sento che ridere è benefico, che è contagioso per tutti, in quell’attimo tu sei la FELICITA’ e questo matura in una condizione d’Amore.
Io ho vissuto la situazione di totale espansione che è durata per molte ore e giorni, l’ho vissuta insieme ad altri, da solo, senza avere la cognizione del tempo sia temporale che atmosferico, senza l’ausilio di sostanze o farmaci ma in totale naturale e vero abbandono.
Auguro, a chiunque mi legga, di poter navigare in questo mare di emozioni liberatorie dove le problematicità non fanno più paura, non sono più “maiuscole”, le profondità diventano visibili e il nero è uno dei tanti colori.
Non esiste una strada tracciata, un sentiero che ti conduca a questo livello, arriva spontaneamente come una semplice manifestazione vitale, è un interruttore che si spegne e si accende senza volontà; però possiamo prendercene cura, come un fuoco che non si spegne mai e che ci aiuta nell’illuminare tutto ciò che è bellezza e amore. Impegniamoci senza sforzo nella ricerca di noi stessi, abbandonando ciò che ci fa soffrire perché inutile, rimanendo in una pace interiore e non dimentichiamoci di ringraziare sempre la vita e la nostra terra.

Giovanni Da Canal

LA NOSTRA TERRA

Mentre ero sdraiato nel mio giardino, un giorno vidi un verme uscire “a tutta birra” dalla terra, talmente agitato al punto di sembrarmi impazzito. Mi chiesi cosa gli fosse successo perché, seppur nella sua agitazione, si notava che era felice, tanto felice. Non impiegai molto a scoprirne il motivo: alle sue spalle, all’interno della galleria da cui era sbucato, c’era una talpetta piuttosto delusa nell’aver perso la sua “pappa”. Tra l’altro, nel tentativo di catturare il verme, il sole le aveva abbagliato gli occhi, provocandole un forte fastidio. Nonostante ciò la talpa non si abbatté affatto, anzi si mise a scavare più profondamente, sicura che avrebbe trovato altro cibo. Decisi allora di aiutare il lombrico rimettendolo nella terra vicino al luogo da cui era uscito per agevolargli l’ingresso nella terra umida e lui, riconoscente, si mise a strisciare velocemente verso la libertà e la salvezza.
Morale della favola? La felicità è non perdersi mai d’animo, sapere che a volte c’è un inaspettato aiuto dall’esterno e impegnarsi nel trovare una soluzione ai propri problemi, esattamente come la talpa e il lombrico che nel frattempo aveva ripreso il suo cammino di vita.

Giovanni Da Canal

Che film è?

Ciao sono Rudy, piacere Jean, come puoi vedere sono cieco; per divertirmi vado al Cinema e mi rimangono in testa certe battute di film che non riesco a capire. Posso solo sentire le battute, ho bisogno di un tipo come te che ama il cinema per spiegarmi i film da cui sono tratte.
E come fai a sapere che mi piace il cinema?
Oh è facile, da quando sei seduto su questa panchina non fai altro che fischiettare Singing in the rain.
Va bene, se posso esserti d’aiuto..
Ok incomincio. Leon ,esattamente che lavoro fai per vivere? Faccio le pulizie.. non mi ha mai convinto questa risposta.. Ne sai qualcosa Jean?
E’ Leon , una bambina Natalie Portman fa questa domanda a un sicario Jean Reno. A suo modo fa le pulizie. Rudy si congratula con Jean: sembra che ci hai azzeccato continuiamo.
Sono il signor Wolf risolvo problemi, Jean risponde pensandoci su: è Pulp fiction, Harvey Keitel è mandato dal boss per aiutare gli scagnozzi John Travolta e Samuel L. Jackson che hanno paura di far sparire un cadavere e un’automobile sporca di sangue..
Però, disse Rudy… e per la prima volta si mise a ridere, come se stesse vedendo il film per la prima volta.
Allora, questa è filosofica, concentrati Jean:
Io voglio che tu trovi la felicità e che smetti di divertirti.
Jean prontamente risponde: E’ Mariliyn Monroe che spinge Jean Russel a sposarsi in Gli uomini preferiscono le bionde.
Rudy allora disse: ma secondo te è veramente così? Si finisce di divertirsi quando ci si sposa?
Io non mi sono mai sposato e sono alla ricerca della felicità, quindi sono nella fase del divertimento.
Allora ne ho un’altra sull’argomento.
Sono sempre del parere che per sentirsi allegri si deve essere felici.
Questa è facile rispose Jean, è uno dei miei film preferiti, Ten, di Blake Edwards, parla di un uomo sposato che si innamora di una donna più giovane che si sta per sposare e allora ha l’ansia di invecchiare
Ricordati che devi morire!
Come?
Ricordati che devi morire!
Va bene
Ricordati che devi morire!
Si si Mo me lo segno
E’ un frate che dice così a Massimo Troisi in Non ci resta che piangere
Rudy continua con le sue battute: qui in realtà non ci sono molte parole, c’è solo molta musica poi all’improvviso c’è una voce femminile che dice Baptiste! E la musica si ferma e tutti rimangono in silenzio.
E’ un altro dei miei preferiti, Les enfants du paradis, ci sono Baptiste e Natalie che stanno facendo una pantomima, stanno stendendo degli abiti e Baptiste deve reggere la corda a cui sono appesi gli abiti, all’improvviso vede dal palco la donna che ama parlare con un altro dietro le quinte e allora diventa triste e Natalie allora grida il suo nome perché non sa cosa gli sta succedendo.
Oh capisco… disse Rudy. E per la prima volta il cieco sembrò essere veramente triste come se avesse visto per la prima volta quella scena insieme a Jean.
Questa è la nostra magia del cinema all’aperto non trovi Jean? Si Rudy, hai proprio ragione.

Edo Gadaleta

Il miracolo dello spettacolo

C’era una volta un re che amava molto la sua regina. Aveva due figli di nome Christiane e Claudette. La sua salute era compromessa e prima di morire voleva vedere il suo giovane figlio realizzato.
Così convocò Christiane e gli chiese quale fosse il suo desiderio più grande. Lui rispose che sarebbe stato importante creare una compagnia teatrale e riuscire a fare uno spettacolo in tempo per poterlo far vedere al padre.
Allora Christiane si addentrò nella foresta alla ricerca di animali, folletti e del materiale che sarebbe potuto servire per la scenografia dello spettacolo. Claudette era sua sorellastra essendo nata da un altro padre, e decise di portarla con lui.
Trovò fuori di una casetta sette nanetti che si offrirono di trasportare tutto il materiale possibile per la sua scenografia. Man mano che procedeva nella foresta gli venivano in mente particolari dello spettacolo che aveva in mente. Sul sentiero trovò due casette con due porcellini che si offrirono di dargli tutta la legna e la paglia che avesse voluto.

Capitò che la sorella fosse catturata da un orco, e portata con sé in una caverna che si addentrava in un sotterraneo illuminato da poche torce.
Le braccia della ragazza furono legate con delle corde a dei pali.
Christiane aveva seguito l’orco e la sorella e si era nascosto dietro una grossa pietra per sentire i discorsi.
“Oggi la mia padrona, la strega dell’oscurità porterà una mela avvelenata a una ragazza come te e sarà la fine per lei, poi sarà la volta di una altra bella ragazza del regno, e stasera mangerò te.
Claudette quando l’orco era di spalle si accorse di Christiane e subito le venne in mente un’idea, così chiese subito all’Orco con voce alta perché sentisse anche il fratello:
“E dove è la casa di questa ragazza?”
“Dovrebbe importarti poco questo, comunque la casa è famosa è quella dei sette nani nel bosco”.
Christiane appena sentì dei sette nani fu felice perché da quella casa era già passato.
Presto si avventurò nel bosco e ritrovò la casetta.
Sul davanzale della finestra c’era una mela rossa morsicata in un punto, i sette nani che erano con Christiane rimasero nella casa per soccorrere Biancaneve che trovarono distesa per terra, mentre Christiane ritornò nella caverna dell’orco.
Arrivato nel sotterraneo aspettò che l’Orco si avvicinasse alla pietra dietro la quale era nascosto e lasciò scoperta la mela che aveva portato con sé su una roccia.
L’Orco notò qualcosa di rosso acceso per terra e la raccolse.
“ecco giusto cosa ci voleva per anticipare il pasto di questa sera”, così dicendo diede un morso alla mela. All’improvviso lasciò cadere il frutto, poi cadde rumorosamente in ginocchio e si mise le mani al collo e la sua pelle rosata divenne violacea. Poi cadde a terra morto.
Presto Cristiane accorse per slegare la sorella e la riportò all’aperto.
Sulla strada di ritorno incontrarono un giovane sdraiato su una teca di cristallo dove giaceva una spendida giovane che sembrava senza vita.
Il giovane aprì la teca e diede un bacio alla ragazza che si risvegliò.
Il principe Christiane rimase commosso e disse alla sorella: “potremmo fare lo stesso nello spettacolo teatrale che sto creando, sarà una scena bellissima”
Quando però fratello e sorella tornarono al castello trovarono il padre re morente.
Christiane era lì per assisterlo al suo capezzale.
“Padre non ho fatto in tempo ad allestire il mio spettacolo per te, ma ho vissuto un’avventura”.
E il padre rispose: “Non dispiacerti di non aver concluso quello che avevi in mente, hai vissuto comunque qualcosa che ti ha reso più uomo e di questo vado orgoglioso, grazie a te tua sorella è salva, prenditi cura di lei e di tua madre”
Così dicendo il re morì e Christiane pianse amaramente.
Ma proprio in quel momento per realizzare il suo sogno accorrevano i porcellini con la legna, insieme ai sette nani con Biancaneve che era ritornata in vita, e poi i folletti da lui scelti tutti pronti per realizzare una nuova avventura nel magico mondo del teatro.
Lo spettacolo divenne famosissimo e vi assistette la sorella Claudette, Biancaneve e la bella addormentata nel bosco coi loro principi, e la regina con a fianco suo figlio Christiane.

Edo Gadaleta