editoriale numero 6

“Non sono la bellezza, la forza e la mente che amo in una persona, bensì l’intelligenza del legame che ella ha saputo stringere con la vita.” (Bobin ).

Il “Tempo galantuomo” fa visita alla casa dell’ultracentenaria scrittrice Carla Porta Musa. L’ultima nostra intervista, il ritratto in prima pagina, ne racconta il passo verso un altro tempo.

Il tempo è il tema fondante di questo numero di Oltre il Giardino. Sì, perché è al tempo dell’ascolto: ampio, dilatato, solidale, avvolgente… a questo tempo accogliente e rivoluzionario che noi dobbiamo il successo del nostro giornale. Se le persone diventano numeri in un’azienda fatta ospedale, noi recuperiamo i tempi del guarire in un ascolto vivo e profondo. E così, il cosiddetto disagio psichico si fa lettera dell’alfabeto e trasforma una malattia in un giornale “fantastico”. Tutti scrivono e si lasciano scrivere e le loro storie personali, anonime persino agli addetti alla guarigione, diventano manifesto consapevole di un’autostima ritrovata.

In questa pazza frenetica equazione tempo uguale denaro, uguale profitto, uguale normalità noi non ci stiamo. Eroi dell’ozio creativo siamo una redazione, non precaria, ma impermanente: “ impermanente che nulla permane, e tutto si trasforma” e oggi siamo più che un giornale: ente solidale, associazione Onlus, gruppo musicale, spazio d’arte, rivista teatrale.

Veniteci a trovare in redazione e se non ne avete il tempo: neppure il tempo di leggerci (!?)

Rimanete pure nella vostra frenetica società dell’apparente “benessere”, rassicurati da quel regime mediatico che fa della morte uno spettacolo da rimuovere, e non il più naturale degli avvenimenti terreni che ci sprona a vivere intensamente, il tempo, l’attimo. “Fuggente”.

Mauro Fogliaresi.

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