IL TEMPO DELL’IMPERMANENZA E DELL’AUTORIFLESSIONE

L’impermanenza è la legge che governa questo mondo impermanente.
Che cosa vuol dire ciò? Tutti i fenomeni sono in costante processo di cambiamento senza essere in uno stato fisso; tutto è in cambiamento, nulla resta ciò che è adesso.
Questa legge è dappertutto, dai processi mentali ai fenomeni naturali. Basta osservare la realtà. Siamo felici in un momento, e dopo un attimo siamo tristi, e poi felici ancora, e tristi ancora. Osserviamo anche i nostri desideri che cambiano in continuazione, da un giorno all’altro. E osserviamo le stagioni che cambiano: un giorno piove, un altro giorno nevica. Questo continuo processo di cambiamento ed evoluzione è l’impermanenza.
E siccome l’impermanenza è dappertutto bisogna avere un atteggiamento di distacco dal mondo e affrontare la vita senza attaccamento alla realtà. Questo modo di percepire la realtà ci dà molta serenità nell’animo. L’impermanenza vale soprattutto per la nostra mente: i pensieri, le sensazioni e le percezioni della nostra mente sono finiti e instabili. Tutto è governato dalla transitorietà. Anche la vita stessa è transitoria. La felicità che arriva sembra che sia eterna, ma non è per niente così. Non è mai durevole.

La parola “autoriflessione” è composta da due termini: autos che in greco antico vuol dire se stesso e riflessione che significa pensare. Quindi indica il “pensare su stessi”. Ogni persona può svolgere l’atto di autoriflessione che consiste nel cercare di comprendere i propri modi di pensare e fare. Si può capire meglio se stessi e anche migliorare il proprio rapporto con sé. Si tratta di una sorta di viaggio interiore, di introspezione.

Proviamo ora a congiungere impermanenza e autoriflessione, pur essendo concetti tra loro molto diversi.
Possiamo osservare così come noi stessi mutiamo in tutti gli aspetti nel tempo. Ogni secondo che passa abbiamo un nuovo pensiero in mente, e una nuova cosa ci succede. Bisogna lasciar fluire tutto, come il fiume che scorre, e accettare tutti i cambiamenti in noi.
Anche la nostra sofferenza deriva dal fatto che noi vediamo gli eventi spiacevoli della nostra vita come eterni e invece, grazie all’impermanenza, i fatti non rimarranno mai come sono adesso, ma tutto sarà soggetto al mutamento. Quindi anche il dolore è destinato a finire. Comprensione e contemplazione dell’impermanenza in noi sono quindi essenziali per la nostra felicità.

Om sarve bhauante sukina (che tutti gli esseri umani siano felici e liberi dalla sofferenza)

Prasiddha Acharya

impermanenza 2
foto di un Mandala fatta presso la comunità di Ossuccio Foto@Alex Karlsdorf

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