IMPRESSIONI DI UN CIELO (SOGNATO) IN UNA STANZA (Reportage su San Vittore)

“Sto dalla parte dei ladri
Che stanno dentro perché li hanno traditi
Che fanno finta che si sono pentiti
Però ci basta uno sguardo e già ci siamo capiti.”
Mimmo Locasciulli

san vittore
nelle foto: “la casa di Bernarda Alba@Foto Gin Angri

Le pareti giallognole e bianche divise non esattamente a metà, il concetto di equità è un concetto astratto anche qui, anche per le pareti. La parte giallognola e lavabile ad altezza d’uomo, anzi un po’ più alta, a fine porte e finestre, porte e finestre di un verde scuro con poca speranza. Quelle porte e finestre che stanno a indicare la via d’uscita a piedi, con le proprie gambe, o semplicemente con lo sguardo fuori dalle inferriate. Con la fantasia.

Oltre il Giardino 7 - web-27Pareti giallognole e lavabili come a voler dire che per poter uscire da lì, da quei lunghi corridoi, da quelle anonime stanze, il percorso deve essere indefinito e inconcludente come il giallognolo dei muri, ma lavabile. Lavabile da non si sa bene cosa, lavabile da non si sa bene chi. Dopo il giallognolo iniziava la restante parte di parete, di muro. Un muro di un bianco opaco che si univa al bianco e opaco del soffitto creando così un grande cielo sopra di noi, non molto allegro, non molto speranzoso di bel tempo, ma comunque un cielo. Un cielo in un stanza, un cielo in un lungo corridoio, un cielo e basta. Perché il cielo, almeno quello, è uguale un po’ per tutti anche in quelle stanze. Un cielo bello o brutto, opaco o luccicante, vero o immaginato. Qui il cielo può essere solo immaginato o visto dietro le finestre, che sono molto alte e con le sbarre, e a questo punto è meglio immaginarlo, se non addirittura “sognarlo”.

san vittore 2 san vittore 3Perché, se non l’avete capito, queste stanze giallognole e bianche e questi cieli sognati non sono in un posto qualunque, ma sono nella casa circondariale di San Vittore a Milano, per brevità milanese San Vitur. Non è un bel posto, però i ragazzi, le ragazze, gli “ospiti” di questa casa si impegnavano, si impegnano e sono sicuro che si impegneranno per “vivere” quel posto, quelle mura, quelle pareti nel modo più “dignitoso” possibile.

san vittore 4san vittore 5san vittore 6san vittore 7Una dignità che tante volte non vedo “fuori” da quella casa. Avevano voglia di continuare, lottare e andare avanti per un futuro, magari lontano e lungo come quei llunghi corridoi senza macchie perché il giallognolo delle pareti è lavabile e il bianco del cielo-soffitto sopra di loro è infinito e speranzoso come il resto della vita che li attende di fuori, quel resto della vita tanto sognata sotto quel cielo in una stanza.
Queste sono le mie impressioni alla visita alla casa circondariale di Milano.
Giuseppe Bruzzese

Dentro e fuori San Vittore

La Casa di Bernarda Alba di Garcia Lorca

Un viaggio iniziato dentro le mura di San Vittore dove da diversi anni il teatro produce cultura e incontri, dalla sezione maschile a quella femminile con la direzione artistica di Donatella Massimilla, pioniera del teatro e carcere in Italia e in Europa.

San Vittore, un carcere con il pubblico più numeroso di Milano, considerando anche il suo endemico sovraffollamento. Edge Project 2013/2014: la partenza di un progetto concreto e non utopico… realizzare con le attrici e gli attori reclusi spettacoli diversi e farli girare in tournée dentro i diversi raggi e sezioni del carcere, per avvicinare la popolazione reclusa alla cultura e al teatro, poi, dove è possibile, portarli fuori, per avvicinare nuovo pubblico a un Teatro d’Arte Sociale.

Così un teatro spesso invisibile, provato nei corridoi e nei cortili, rappresentato nelle biblioteche carcerarie o in spazi rubati alla socialità, rappresentando una sfida artistica e culturale, diviene una tappa di avvicinamento al nuovo pubblico, e la possibilità di realizzare per il CETEC (Centro Europeo Teatro E Carcere) un nuovo progetto biennale intitolato “Libertà, teatro e cultura dentro e fuori le mura di San Vittore” con il sostegno della Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Associazioni Oltre il Giardino, Tabit, Scena Aperta.

Lo scorso 19 luglio è stato presentato da un gruppo di detenute, nel cortile di Palazzo Isimbardi, sede della provincia di Mila-no, un reading tratto da “La Casa di Bernarda Alba” di Garcia Lorca, accompagnato da un “documentario fotografico”, come lo stesso Lorca aveva sottotitolato la sua opera, con le immagini del fotografo Gin Angri. Un Diario di Bordo ricco di immagini e testi delle attrici recluse e in libertà, insieme a riflessioni “dal vivo” del pubblico partecipante.

Come Maddalena, una delle attrici recluse dice: “L’ opera di Garcia Lorca rispecchia la nostra vita in carcere. Una madre finge di voler proteggere le proprie figlie dalle passioni, dall’amore, ma i suoi modi somigliano più alla sentenza di un giudice, condannan-dole, dopo la morte del marito, a vivere per sette anni segregate nella loro stessa Casa. Le figlie vengono così sorvegliate, controllate, represse proprio come in un luogo di reclusione… Eppure, più recitavo più avvertivo una forza interiore, consapevole di dove ero, ma con la forza di voler trasmettere agli altri che un errore non può cambiare quello che tu sei e quello che tu vorrai essere al di fuori di quelle mura. Mi sentivo momento dopo momento una ricchezza di animo dentro e il teatro mi ha aiutato a tirar fuori una parte di me che non pensavo di avere, soprattutto mi ha dato la forza e il coraggio di capire che le differenze, i limiti, le barriere che ho superato qui dentro riuscirò a superarle anche nel mondo esterno”.

Per informazioni e prenotazioni CETEC Onlus (Centro Europeo Teatro e Carcere) teatrocarcere@yahoo.com cell. 393 9297608 www.cetec-edge.org

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