La mia “nota” cura

foto by Gin Angri
foto by Gin Angri

«Perché scrivo canzoni? Perché a volte non ne posso fare a meno, non posso fare a meno di essere tramite per altre voci dimenticate, ombre che trovano pace, almeno spero, nelle righe di un pentagramma»

Scrivere e suonare è una cura.
Ma in che cosa consiste quella che è per me la cura? Che cosa, per me, è benessere vitale?… Ecco che, piano piano, si dipana la nebbia, sono arrivate le parole, come quando compongo una canzone, arrivano… ecco che cosa è la mia “nota” cura, il mio stare bene: la parola musicata.
Scrivere una canzone è un liberarsi, uno svuotare pesantezze e dolori… si scrive, cosi dicono, per lasciare una traccia… e io aggiungo che si scrive, si suona per tirarsi via quel torpore da quotidiano vivere.
Ora è venuto il momento di librarsi in volo e di donare qualcosa di me.
Perché scrivo canzoni? Perché a volte non ne posso fare a meno, non posso fare a meno di essere tramite per altre voci dimenticate, ombre che trovano pace, almeno spero, nelle righe di un pentagramma.
Da componente del gruppo “Oltre il giardino project” ho uno sguardo privilegiato e il sentirmi parte di una condivisione di intenti… beh… è una panacea contro tutta la precarietà che vivo in questo momento di crisi profonda…

Credo che vivere la musica, non solo dal punto di vista della perfomance, ma anche e soprattutto dalla parte dell’esprimere emozioni libere, sia un rimedio naturale per le lacerazioni dell’anima.
E il fatto che la musica abbracci gli altri denota l’effetto dirompente della cura. Cura che fa bene a chi la fa e a chi l’ascolta.

Ma è sempre cosi? Si scrive sempre?
No, non sempre se ne ha il bisogno, parlando di me, di scrivere note e parole… dopo la scrittura, cura doverosa per la liberazione, si ha il bisogno di riempirsi, di ridare il tempo affinché altre voci dimenticate incomincino a bussare per esser scritte sul quel pentagramma.
La mia “nota” cura è una musica ribelle, che, citando il cantautore Finardi,
«È la musica la musica ribelle
che ti vibra
nelle ossa
che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire
che ti urla di cambiare
di mollare le menate
e di metterti a lottare».
Sì, non si deve smettere di lottare… uscire oltre le apparenze, oltre gli ostacoli… forse non servirà a molto per qualcuno, ma ve lo assicuro cari lettori… comporre qualcosa ti fa stare bene…
E voi che “note” cure avete?
Non abbiate timore di avere la vostra cura, qualsiasi essa sia… fatevi del bene… scrivete, dipingete, suonate… curate la vostra anima.
Ora vi saluto: altre voci dimenticate mi attendono…

Cristiano Stella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *