Senza memoria non esiste bellezza editoriale numero 9

Il piacere e la bellezza. Il godere della vita e Il nostro fantomatico slogan poetico: «Cogliere il profumo delle rose dalla parte pungente delle spine». Eh si! Che spudorati, vero?  Scrivere della felicità in un Centro diurno dove solitamente solidarizzano tristezze e antidepressivi, noncuranza e solitudini. Dove luoghi angusti e tristi spesso sono deputati a ospitare persone già in balia del male di vivere, ma… E allora! Dateci un tavolo qualunque, uno stanzone di un ex manicomio, un raggio di sole che filtri da un finestrone, una stravagante schiera di sorrisi arcobaleno, una stretta cerchia di volontari che si giocano un tempo d’ascolto dilatato più vivo e attento…Ridateci la stima e il diritto di essere cittadini attivi e non solo pazienti spaventati, la voglia di raccontarci senza ansia di prestazioni o sottolineature punitive da matita rossa: non giornalisti in carriera ma donne e uomini colmi di testimonianze vive e autentiche…Ed eccovi allora “Oltre il giardino”, il giornale dell’ottimismo/nonostante tutto, di una positiva consapevole fragilità, della: «Sfiga? No! Basta, grazie!» Del bello che fa notizia.

«Pozzanghera, cielo di lusso per chi si sente giù»: a capo chino in quella pozza abbiamo visto riflesso il cielo azzurro terso e – mio Dio! – finalmente abbiamo rialzato la testa: «Un cielo azzurro se lo meritano tutti! E poi alle nuvole ci penseremo dopo…». E che ca..o di società sarà mai questa, così mal rappresentata da questi mass media del dolore morboso, della pornografia dei sentimenti, della mediocrità umana, dagli stitici orizzonti, da «il dolore esibito fa più notizia del sano piacere».  A qualcuno– e come – fa comodo tutto questo? Certo! Certo, ma sarebbe un discorso lungo e noi in breve il tempo ce lo giochiamo altrove, in un ascolto profondo senza pregiudizi, nell’autenticità di un sorriso semplice, solidale, nella rinuncia ad essere competitivi per vincere in profitti effimeri… No! No! Non cadiamo in predicozzi demagogici, non abbiamo nulla da insegnare… S’impara ogni giorno! È tutto così vivo nella precarietà del vivere, nella diversità… Supporto tra pari ma anche dispari. La bellezza è anche coerenza nei propri ideali, tornare a casa e guardarsi allo specchio con autostima un giorno in più, “senza vendersi”… e non fa nulla se nei film, nelle fiction tv scopano solo quelli belli e sani… non ci si vergogna se allo specchio, in carrozzina, non si arriva così in alto per “rimirarsi”. Il godere dei disabili è impudico? Gli anziani che si accarezzano dovrebbero vergognarsi? I vecchi fanno sesso «che schifo!»? Il paradigma d’oggi è «bellezza uguale immortalità!»? Il nostro giornale ha riscontro ovunque, un po’ meno nella nostra città; quantomeno per i benpensanti distratti è un giornale scomodo che rievoca tristezze, dolori, privazioni; quantomeno per gli smemoratiche vivono la bellezza fugace, soprattutto per ciò che appare, la città sembra rilucere, brillare solo specchiandosi nei circoli esclusivi a lago, nelle ville dalle location lussuose, nel rifugio incipriato di Villa Olmo. Ma l’esilio poetico, sobrio, accarezza Oltre il Giardino, noi che siamo nel colle un tempo del disonore, abbiamo la sede della redazione tra antichi corridoi dell’ex manicomio e troviamo bellezza e piacere anche lì, non mettiamo “Muri” a lago, apriamo il cuore al mondo: “meno provinciali” e più “cittadini universali”. Lo sguardo “oltre”, “lontano” ma vicino dentro il colle del San Martino, dove un popolo fragile di nostri concittadini un tempo ha vissuto un secolo di privazioni, escluso e dimenticato. Già, – Dimenticato! –.

” E  senza memoria non esiste Bellezza».

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