Verso la Fondazione San Martino

Perché salvaguardare un archivio e una biblioteca storica e da qui fare una petizione pubblica per creare una “ fondazione al san martino”? La memoria non è un pretesto nostalgico, un orpello superfluo.

Noi siamo nelle persone che hanno vissuto prima e dentro di noi. si vuole fare di como la capitale della cultura? ma non può solo un evento, una villa, un monumento a lago garantirne l’anima, l’humus culturale, poiché che piaccia o meno noi siamo impastati di memoria, ci sporchiamo di memoria di vite illustri e meno illustri, di esistenze al limite. La città invisibile vive, vive comunque e anch’essa dà anima a un appartenere solidale a una comunità aperta. L’anima!

Senza anima una città è solo dormitorio, commercio, consumo e… eppure al san martino, volendo coglierne l’essenza, in quel colle un tempo del disonore, di anima e storia ce n’è in abbondanza: parlano le betulle del “bosco delle parole dimenticate”, parlano i muri con gli scritti dei matti, le stagioni colorate che sembrano non passare mai. Da tutto questo nasce l’idea di una “fondazione san martino” che prenda pretesto da questa neonata università del tempo ritrovato per ritrovare degno riconoscimento. E il tempo d’ascolto dilatato a misura di disagio è lo stesso tempo che ha fatto sì che un giornale come Oltre il giardino sbocciasse sino a diventare onlus e anche università. Università non solo come incontro di persone ma anche luo-go fisico accanto all’università. E proprio dall’identificazione di un luogo dove ricollocare la biblioteca e parte dell’archivio storico in visione multimediale, partiremo per il nostro progetto di recupero.

Cercando di tenere alta e vigile l’attenzione della cittadinanza. Con Gin Angri e Gianfranco Giudice, autori dei volumi un Manicomio di Confine. Storia del San Martino di Como (Laterza) e le stagioni del San Martino, documentario fotografico sulla psichiatria comasca, lottiamo da una vita per tenere viva la memoria dell’ex manicomio san martino (dall’apertura nel 1882 sino ai giorni nostri, con un archivio di 42.000 cartelle).

Non è stucchevole ricordo né esagerato legame nostalgico al passato. È un vivere al presente nel rispetto di un’umanità un tempo sofferente. La memoria è la miglior segnaletica per indicare la via più saggia e lungimirante del futuro.

Mauro Fogliaresi

[responsabile culturale dell’università del tempo ritrovato]

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